Rischio usura per migliaia di famiglie

Le iniziative che stiamo programmando sul territorio rappresentano il bilancio di chiusura di un progetto che SOS Imprese LAZIO ha portato avanti con successo e che ha coinvolto diversi comuni.
Il tema di fondo è stato l’usura, l’indebitamento e tutti i risvolti, anche sociali, che coinvolgono le persone, che spesso, senza nemmeno rendersene conto, si trovano ad affrontare. A volte da soli, con la vergogna che impedisce di denunciare, con la paura che crea dipendenza. Un vortice per molti senza uscita. Confartigianato Imprese Rieti ha lavorato a fianco di SOS Imprese Lazio, ha condiviso gli obbiettivi e cercato di intervenire. Le denunce effettuate all’Autorità giudiziaria non danno la dimensione del problema. Il fenomeno è molto più diffuso, chi finisce nella rete di questi criminali spesso ha paura di denunciare i suoi aguzzini perché teme per l’incolumità propria e dei suoi cari.

La crisi economica, dopo il lockdown, il caro bollette, il costo delle materie prime, sono linfa che alimenta il fenomeno e lo rafforza. Anche dagli organi di polizia arrivano segnali preoccupanti che fanno capire come le organizzazioni criminali si stiano ulteriormente avvicinando al mondo dell’imprenditoria ed in particolare agli artigiani, ai commercianti e alle partite IVA. Lavoratori che per poche migliaia di euro si indebitano a tal punto che in pochi mesi si trovano nell’impossibilità di restituire “il dovuto” perché gli interessi hanno raggiunto livelli esorbitanti. Sono queste le categorie più a rischio.

I recenti studi dei colleghi della CGIA dimostrano come le famiglie italiane sono sempre più a rischio, specie quelle delle categorie sopra citate. Un indebitamento crescente. Un fenomeno che investe il Paese in maniera diversa ma con varianti crescenti; con “impieghi per famiglia” che vanno dai 33.523 euro di Milano ai 9.468 euro di Enna. L’indebitamento delle famiglie italiane per regione (elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati Banca d’Italia e ISTAT) vede il Lazio al terzo posto dietro Trentino e Lombardia. Nella nostra regione le famiglie che stanno peggio risiedono a Roma con 30.441 euro con una variazione in percentuale di un +6,4% calcolata nel triennio 2019-2021. Le
famiglie reatine sono tra le meno indebitate, 16.123 euro e con l’incremento più basso tra le province laziali: +2,8% nel triennio. Da evidenziare che nel 2020 il debito era addirittura diminuito rispetto al 2019.

A livello nazionale Rieti occupa il 78° posto. Fermandosi a guardare solo i “numeri” sembrerebbe una situazione abbastanza tranquilla, in realtà sono migliaia le famiglie a rischio. Questo sta a dimostrare come sia indispensabile che lo Stato debba intervenire con massicce quantità di liquidità per incrementare il fondo per la prevenzione dell’usura. Uno strumento, poco utilizzato, poco conosciuto, ma anche con scarse risorse economiche a disposizione. “Continuiamo a tenere gli occhi aperti”, dice Maurizio Aluffi, Direttore di Confartigianato Imprese Rieti, “la situazione sembra sotto controllo, ma non mancano segnali di preoccupazione. Con SOS Imprese LAZIO stiamo valutando altri progetti e altre iniziative. Non è il momento di fermarsi”.

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