Imprenditoria femminile: i dati della provincia di Rieti

L’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Rieti ha focalizzato la sua attenzione sull’imprenditoria femminile nel reatino. Una ricerca interessante che mostra come le tendenze in ambito nazionale e regionale non collimano con quelle del nostro territorio.
A fine 2020 in Italia operavano 1.336.227 imprese a conduzione femminile che rappresentano il 22,0% del totale delle imprese, di cui 218.461 imprese artigiane femminili, che rappresentano il 16,9% del totale delle imprese artigiane e il 16,3% delle imprese femminili. I dati confermano una tendenza in positivo che dal 2017 ha visto un incremento di oltre 30.000 imprese, concentrate soprattutto in
settori come il turismo, i servizi e in valore crescente anchele attività professionali. A prima vista sembrerebbe che l’imprenditoria femminile in Italia sia sana e vitale. Un segnale importante che segna un cambio della condizione della donna in un mercato del lavoro in profonda trasformazione.


Ricondurre la questione dell’imprenditoria femminile, in Italia e nel mondo, a una mera osservazione economica e di numeri appare però riduttivo. Infatti, chi da donna prova a fare impresa sa che si tratta di materia complessa che richiede di tenere sotto controllo diversi fattori, molti dei quali culturali. Senza addentrarsi troppo in analisi sociologiche né sulle misure e iniziative speciali tese a favorire l’inserimento di lavoratrici nel mondo del lavoro o l’avvio di nuove imprese al femminile, è evidente che rimanga un gap difficilmente colmabile tra intraprendere al maschile e al femminile. Insieme a iniziative che vengono dall’alto e affinché non rimangano operazioni isolate, serve lavorare sulla cultura aziendale. “Proprio la cultura aziendale del resto – afferma Maurizio Aluffi, Direttore di Confartigianato Imprese Rieti – è il primo ingrediente per favorire l’avanzamento di carriera e l’imprenditoria femminile in Italia. Immediatamente dopo vengono l’adozione di misure che permettano alla donna di bilanciare vita lavorativa e vita
privata”. Queste difficoltà alimentano un clima di sfiducia generalizzato, soprattutto all’inizio di una attività imprenditoriale.
“A volte le imprenditrici – ribadisce Maurizio Aluffi – mollano proprio a causa dell’insicurezza che viene generata dalle difficoltà ad accedere a crediti bancari, a un mercato ‘maschile’ che spesso discrimina le donne”.
Nonostante le tante avversità a Rieti, su 10.560 imprese attive nel 2021, 3.072 sono a guida femminile. Il 29,09% sul totale, superiore del 7% rispetto alla media nazionale. Sono invece 263 le imprese guidate da donne straniere, l’8,56%. Sono rumene le donne con maggior vocazione a fare impresa (66), pari al 25,58% del totale, seguite da ucraine, macedoni e nigeriane.
Le attività prevalenti esercitate sono nel campo agricolo, 1.256, il 42,02%. Segue il commercio al dettaglio, 658 imprese (22%), i servizi alla persona 318 imprese (10,63%), ristorazione 270 imprese (9,03%), commercio all’ingrosso 80 imprese (2,67%).
Per quanto riguarda l’andamento iscrizioni-cancellazioni al Registro Imprese segno negativo per tutti gli anni (2018-2021) presi in esame. Nei quattro anni sono nate 594 imprese e sono morte 796, con un saldo negativo di 202.
L’anno peggiore è stato il 2019: 183 nuove imprese a conduzione femminile, 247 cancellate.
Non va meglio nell’artigianato. Negli anni 2019-2020-2021 sono 86 le nuove imprese artigiane femminili, mentre 98 sono quelle cessate, con un saldo negativo di 12 imprese. Il Comune dove nascono più imprese artigiane al femminile sono Rieti (34), seguito da Fara in Sabina (7) e Poggio Mirteto (5). “La pandemia ha colpito duramente le imprese a conduzione femminile – afferma il Direttore di Confartigianato Imprese Rieti – più delle altre. Oggi ci chiedono di farci carico con maggior forza delle loro esigenze. Vedono in Confartigianato un punto di ritrovo, fisico o virtuale che sia, che dà loro l’opportunità di fare rete, di esplorare nuovi mercati, di crescere professionalmente”.

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